L’evidenza è solida sul fatto che le suole possano trasportare materiale dall’esterno e che il trasferimento verso superfici interne possa avvenire. È molto meno solida quando si passa dal rilevare contaminazione al quantificare un rischio clinico per la vita quotidiana.
Strade, marciapiedi, mezzi pubblici e aree comuni.
Raccolgono materiale in funzione di superficie, umidità e percorso.
È il punto più logico per intercettarne una parte.
Il materiale residuo può essere trasferito attraverso il passaggio.
Cosa dice la revisione sistematica del 2016
La revisione del 2016 ha identificato 13 studi sulla presenza di agenti infettivi sulle suole e 15 studi su strategie di decontaminazione. Sono stati rilevati microrganismi rilevanti in ambito sanitario, nella comunità e tra lavoratori del settore alimentare. Gli autori concludevano però che non era stata identificata una strategia di decontaminazione delle suole consistentemente efficace.
Le evidenze più recenti sono soprattutto sanitarie
Una revisione pubblicata nel 2024 ha analizzato studi sanitari o sperimentali controllati e ha documentato il recupero di patogeni da pavimenti e calzature. I risultati descrivono il potenziale di disseminazione in quei contesti; il rischio nelle abitazioni private richiede una valutazione distinta.
La polvere delle suole può contribuire al microbioma indoor
In uno studio del 2024 su un ambiente indoor, l’analisi di attribuzione ha stimato che la polvere associata alle suole contribuiva a circa il 4% dei batteri aerodispersi e al 14% dei funghi aerodispersi misurati. È un risultato sul trasferimento ambientale in quello specifico setting, non una misura universale né una prova diretta di danno sanitario.
Cosa possiamo concludere con prudenza
Possiamo dire che le suole sono una via fisica attraverso cui materiale esterno può entrare negli ambienti interni e che la soglia è un punto logico in cui intercettarne una parte. Non possiamo dire, sulla base di queste fonti, che le scarpe “facciano ammalare” o che un singolo intervento all’ingresso elimini un rischio sanitario.
Agire nel punto in cui i residui entrano
L’igiene all’ingresso riguarda la gestione della transizione tra esterno e interno: togliere le scarpe quando è praticabile, usare sistemi passivi d’ingresso, pulire quando serve e valutare tecnologie dedicate solo sulla base di test reali. HOME KLINX si colloca in questo territorio, ma le sue prestazioni specifiche saranno comunicate soltanto dopo validazione dedicata.
Feci e urine: residui del percorso
Quando una suola entra in contatto con terreno o superfici che presentano escrementi e urine, può raccoglierne tracce insieme a terra e acqua. Contatto, umidità e percorso determinano la quantità raccolta e il successivo trasferimento.
Pesticidi: un trasferimento domestico misurato
Nishioka e colleghi hanno studiato 11 abitazioni occupate e due non occupate prima e dopo l’applicazione dell’erbicida 2,4-D sui prati. Hanno rilevato il composto nell’aria e sulle superfici interne. Il trasporto da parte di un cane attivo e di chi aveva applicato il prodotto era tra i fattori più rilevanti. Lo studio riguarda quell’erbicida e quelle condizioni, non tutti i pesticidi o ogni rientro.
Virus: che cosa dimostra il rilevamento sulle suole
Guo e colleghi hanno rilevato nel 2020 materiale genetico di SARS-CoV-2 anche sulle suole del personale di reparti COVID-19. La misura era basata su PCR e gli autori precisano che non indicava la quantità di virus vitale. È un’evidenza di contaminazione in ospedale, non una misura del rischio domestico di contagio attraverso le scarpe.
Fonti & evidenze
- Shoe soles as a potential vector for pathogen transmission: a systematic review
- A Review of the Evidence on the Role of Floors and Shoes in the Dissemination of Pathogens
- Height-Resolved Analysis of Indoor Airborne Microbiome
- Nishioka et al., 2001 — 2,4-D in indoor air and on household surfaces
- Guo et al., 2020 — SARS-CoV-2 genetic material in hospital wards

